giovedì 13 giugno 2019

LIVORNO HA BISOGNO DI UN ASSESSORE ALL'AMBIENTE PREPARATO E VIRTUOSO


Il Coordinamento provinciale Rifiuti-zero Livorno si congratula con il nuovo sindaco Luca Salvetti, che in campagna elettorale è stato tra i candidati che hanno sottoscritto il nostro protocollo verso rifiuti-zero, insieme al Presidente di Zero Waste Italy, Rossano Ercolini.

Il protocollo consiste in un decalogo di impegni che i candidati hanno preso di fronte ai cittadini ed alle associazioni ambientaliste aderenti al nostro Coordinamento, che ora proseguirà nel suo ruolo di stimolo nei confronti dell'amministrazione comunale.

Il primo banco di prova per il nuovo sindaco rispetto al protocollo sarà la nomina del nuovo assessore all'ambiente. L'identikit che è stato tracciato nel decalogo disegna una figura scelta non con criteri di spartizione politica tra partiti e liste elettorali, ma  in base ad una storica condivisione della strategia rifiuti-zero e ad un'adeguata preparazione nel settore della gestione virtuosa dei rifiuti, che si concentri completamente sulla riduzione ed il riciclo per lasciare allo smaltimento un ruolo sempre più residuale, liberando prima possibile il territorio dalla presenza di inceneritori e mega-discariche.

Troppe volte abbiamo assistito alle scadenti performance di assessori nominati per motivi esclusivamente politici, senza alcuna preparazione nel campo della gestione virtuosa dei rifiuti, cosa che ha impedito all'amministrazione comunale di indirizzare correttamente Aamps ed evitare così clamorosi errori organizzativi, ambientali ed economici.

Ci aspettiamo quindi dal nuovo sindaco una svolta rispetto al passato, che garantisca in pieno il ruolo centrale dell'amministrazione comunale nella definizione delle strategie aziendali, sull'esempio di quanto realizzato in molti Comuni toscani e italiani aderenti alla strategia rifiuti-zero: servizi efficienti, costi e tariffe in calo, lotta all'inquinamento e creazione di posti di lavoro.

Nel frattempo, il nostro Coordinamento chiederà un incontro ad ogni gruppo consiliare di maggioranza e opposizione, per conoscere i nuovi consiglieri comunali e scambiare con loro opinioni e informazioni riguardanti la gestione dei rifiuti a Livorno.

venerdì 24 maggio 2019

PRESENTATO UN ESPOSTO IN PROCURA SULLA NOMINA DEI DIRETTORI DI AAMPS



I legali del Coordinamento provinciale Rifiuti Zero hanno presentato alla Procura della Repubblica di Livorno un esposto per segnalare ai magistrati alcuni aspetti dei procedimenti che hanno portato alla nomina del direttore generale e del direttore operativo di Aamps.

L'esposto è stato sottoscritto da esponenti di Lipu, Vivi Centro, WWF, Legambiente, Collesalviamo l'ambiente, Eco-mondo e altre associazioni aderenti al Coordinamento Rifiuti-zero.

Se per la nomina del direttore generale non si è riusciti a trovare traccia di una selezione pubblica, nonostante Aamps sia di proprietà del Comune ed in quanto tale tenuta a reclutare il personale tramite concorsi trasparenti, per il direttore operativo la selezione appare anomala sotto molti punti di vista, tra cui la strana richiesta di esperienza nel settore dei trasporti/logistica, anziché in quello della gestione dei rifiuti urbani.
A nostro avviso, un simile bando di selezione è del tutto incomprensibile ai fini della tutela del buon andamento dell'azienda e dell'interesse pubblico. In che modo si pensa di garantire la competenza dei propri dirigenti, se vengono richiesti requisiti non attinenti al ruolo che devono svolgere? 
Sarà la magistratura a stabilire se in queste vicende Aamps ha seguito le regole in modo corretto oppure no.

E' il caso di ricordare che un precedente esposto presentato due anni fa dal Coordinamento rifiuti-zero alla Corte dei Conti e riguardante la pluriennale violazione, da parte di Comune e Aamps, delle percentuali minime di raccolta differenziata previste dalla legge, con conseguenze impattanti sulla stabilità dei conti aziendali e sulla tariffa chiesta ai contribuenti, ha provocato l'apertura di un accertamento che ci risulta tuttora in corso.
In ogni caso, subito dopo l'Aamps ed il Comune hanno dato l'impressione di voler finalmente correre ai ripari, raggiungendo in due anni l'obiettivo minimo del 65% di raccolta differenziata, pur tra molteplici difetti organizzativi che necessitano ulteriori interventi di miglioramento del servizio.

Ci chiediamo se debba essere sempre necessario l'attento monitoraggio delle associazioni e dei comitati per ottenere il pieno rispetto delle previsioni normative o comunque per cercare di far sapere ai cittadini se ciò sia avvenuto o meno. 
Se il Comune - proprietario dell'azienda - e gli organi interni deputati al controllo intervenissero in tempo per chiarire o correggere le scelte di Aamps, forse non ci sarebbe bisogno di arrivare all'extrema ratio degli esposti alla magistratura.

martedì 14 maggio 2019

DISCARICA A LIMONCINO, COMUNE E REGIONE DEVONO CHIARIRE SU TIPOLOGIE RIFIUTI E ALLUVIONE


In merito alla vicenda riguardante la discarica a Limoncino, vorremmo che le istituzioni coinvolte, Comune e Regione, rispondessero pubblicamente a proposito di due aspetti a nostro avviso poco chiari:

1) la sentenza n. 149 del 2014 del Tribunale di Livorno aveva imposto alla Provincia di revocare in autotutela l'autorizzazione concessa ai gestori della discarica, che prevedeva ben 108 diverse tipologie di rifiuti industriali da conferire nel sito, e di rilasciare in sostituzione una nuova autorizzazione, "limitando i conferimenti ai soli rifiuti da costruzioni e demolizioni", cioè mattonelle, pietrisco e simili.
Il magistrato dispose anche che tale provvedimento fosse emanato "con sollecitudine", ma non ci risulta che ne' la Provincia, ne' la Regione (subentrata alla Provincia in seguito al trasferimento di competenze) abbiano mai ottemperato a tale importantissima disposizione della magistratura. Perché?


Anzi, dalle notizie di stampa si apprende che la Regione ha recentemente autorizzato il conferimento di 20 tipologie di rifiuti (anziché l'unica consentita nella sentenza del Tribunale), comprese le ceneri degli inceneritori di rifiuti, i fanghi di dragaggio, miscele bituminose, rifiuti prodotti da trattamenti chimici e così via. Come è possibile per la Regione aver ignorato le disposizioni del giudice?

Il Comune, primo ente responsabile della tutela del territorio e della comunità, in questi anni ha mai provveduto a diffidare la Regione perché ottemperasse alla sentenza n. 149/2014?


2) L'altro aspetto, altrettanto preoccupante, riguarda la classificazione morfologica della zona interessata: nei giorni successivi alla tremenda alluvione verificatasi due anni fa, la stampa riportò la notizia secondo la quale l'evento atmosferico aveva provocato "danni all'impianto", l'allagamento della discarica, smottamenti del terreno. Il responsabile comunale della Protezione civile avrebbe "concordato con la necessità di inserire Limoncino e Monte La Poggia nelle aree con frane". 

In seguito a tali eventi, è stato rivalutato da Comune e Regione il rischio rappresentato dal conferimento di centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti industriali al centro di una zona boscosa, oltretutto situata a monte rispetto alla città, compresi corsi d'acqua, zone abitate e quant'altro?


Ci chiediamo come sia possibile assistere a tristi scaricabarili elettorali tra Comune e Regione, senza che nessuno si sia ancora sentito in dovere di chiarire pubblicamente sia la vicenda della mancata applicazione della sentenza 149, sia quella del rischio morfologico dopo gli eventi franosi che hanno colpito Monte La Poggia durante l'alluvione.

LA DELIBERA DI ATO SULLA CHIUSURA DELL'INCENERITORE È UNA BUFALA PERICOLOSA


In merito al trionfalismo creatosi intorno alla delibera approvata dall'ATO rifiuti riguardante la presunta chiusura dell'inceneritore di Livorno nel 2021, facciamo presente quanto segue:

1) la delibera in questione si limita ad approvare una "proposta" di piano, che nei prossimi mesi sarà sottoposta ad un procedimento di partecipazione (a partire dagli enti interessati) e ad un parere vincolante della Regione. Inoltre - in caso di approvazione - potrà poi comunque subire modifiche e aggiornamenti da parte di ATO e Regione;

2) il piano proposto nella delibera non riguarda Aamps ma il gestore unico "Retiambiente", immaginando che in futuro possa ricomprendere anche Aamps, cosa fino ad oggi esclusa dal Comune di Livorno, così come da molti altri comuni che non hanno conferito in Retiambiente le loro aziende;

3) il piano proposto non prende nessuna decisione sugli impianti di incenerimento, limitandosi a disegnare due scenari estremi, uno a "minimo incenerimento", l'altro a "massimo incenerimento", tra i quali collocare in futuro eventuali scelte: lo scenario massimo prevede l'incenerimento di 170mila tonnellate l'anno, tramite ricorso "al mercato" (per esempio all'inceneritore di Livorno, nel caso in cui Aamps resti fuori da Retiambiente) oppure costruendo un nuovo impianto gigantesco, senza indicare dove (ma da almeno 10 anni ATO e Regione hanno sempre indicato Livorno come luogo destinato ad ospitarlo).

Nessuno scenario è dunque stato escluso, neanche il più terrificante. Se a questo aggiungiamo che Aamps sta continuando ad investire milioni sull'inceneritore (pag. 100 Piano triennale 2019-2021) ed ha appena chiesto alla Regione di aumentare nei prossimi anni la capacità di incenerimento dell'impianto, riteniamo che non ci sia niente per cui esultare, ma al contrario ce n'è abbastanza per preoccuparsi ancor più di prima.

lunedì 29 aprile 2019

C'E' ANCORA TEMPO PER FIRMARE IL PROTOCOLLO, MA NIENTE INCONTRI RISERVATI CON I CANDIDATI



Vari candidati a sindaco di Livorno sono intervenuti pubblicamente per commentare la nostra proposta di protocollo d'intesa, alcuni proponendo incontri, magari per "revisionare" il documento dopo che altri candidati lo hanno già sottoscritto, altri contestandone velatamente il contenuto e proponendo altre iniziative.

Come abbiamo già avuto modo di chiarire, il protocollo di intesa non è negoziabile: chi liberamente decide di sottoscriverlo si impegna, di fronte ai cittadini, ad intraprendere un percorso verso rifiuti-zero in 10 semplici azioni amministrative (VEDI FOTO).

Chi tra i candidati, che abbiano o no firmato il protocollo, ha ritenuto di precisare che tutto ciò dovrà avvenire senza mettere in pericolo i posti di lavoro in Aamps, non ha fatto altro che confermare quello che affermiamo noi da sempre: la strategia rifiuti-zero garantisce un aumento di posti di lavoro ed una diminuzione della tariffa, attraverso le remunerative filiere della differenziata e del riciclo e la drastica diminuzione dei costi di smaltimento.

Pisa infatti ha chiuso l'anno scorso il suo inceneritore senza nessun licenziamento, attraverso un preciso accordo con le organizzazioni sindacali dell'azienda. Lo ha fatto in seguito agli allarmi sanitari riguardanti gli inceneritori, i cui limiti di legge alle emissioni inquinanti, secondo il CNR, non garantiscono la sicurezza dei cittadini, e per evitare ingenti spese di manutenzione e funzionamento dell'impianto, che invece hanno trascinato Aamps nel baratro dei debiti.

Siamo ovviamente disponibili a chiarire ulteriormente il contenuto del decalogo ai candidati che dimostrino la loro volontà di firmare il protocollo, ma vorremmo farlo non attraverso incontri riservati, ma in piena trasparenza, attraverso pubbliche domande, a cui ci impegniamo a dare pubblicamente risposta.

Il nostro obiettivo è quello di convincere tutti i candidati a firmare il protocollo, entro la data delle elezioni. Dopodiché gli elettori che hanno a cuore la tutela dell'ambiente e della salute pubblica, oltre che quella di una sana gestione finanziaria dei servizi, potranno liberamente scegliere tra coloro che avranno avuto il coraggio di sottoscrivere il documento e chi, con motivazioni più o meno contraddittorie, si sarà sottratto alla nostra richiesta.

lunedì 1 aprile 2019

AAMPS CONTINUA A CONTRADDIRSI PER GIUSTIFICARE L'INCENERIMENTO DI SEMPRE MAGGIORI QUANTITA' DI RIFIUTI


Non riusciamo proprio a capire come Aamps possa permettersi di parlare di "aria fritta", a proposito del nostro allarme sul futuro aumento del quantitativo di rifiuti inceneriti a Livorno.

Prima contraddizione: dicono che la richiesta di aumento sarebbe la solita proroga chiesta tutti gli anni "quando ci avviciniamo" ai 310 giorni limite per l'esercizio dell'inceneritore. Peccato che questa istanza sia stata presentata tre mesi fa, all'inizio dell'anno, oltre al fatto che non si tratta di una proroga ma un progetto di "modifica gestionale", inspiegabilmente inserito nel progetto per l'impianto di trattamento della carta.

Seconda contraddizione: la richiesta si basa sull'asserita diminuzione del potere calorifico dei rifiuti. Peccato che, contemporaneamente, affermano che grazie al porta-a-porta sono in grado di conferire nell'inceneritore il rifiuto "tal quale", evitando la preselezione, in quanto la diminuzione della frazione umida nei rifiuti indifferenziati aumenterebbe il loro potere calorifico. Insomma, la resa termica aumenta o diminuisce?

Terza contraddizione: dire che la quantità di rifiuti inceneriti resterà la stessa è in contrasto con la semplice matematica, perché bruciare 270 tonnellate al giorno per 365 giorni, come vuole fare Aamps, significa bruciare 98.550 tonnellate l'anno, "traguardo" mai raggiunto in passato dall'inceneritore, che al massimo ha superato di poco le 76.000 tonnellate all'anno. 

Tanto è vero che la Regione Toscana, di fronte a questa inedita richiesta, ha preteso ufficialmente dall'azienda chiarimenti e documentazione integrativa.

Qui tutti gli atti: 


venerdì 29 marzo 2019

AAMPS CHIEDE ALLA REGIONE DI BRUCIARE SEMPRE PIU' RIFIUTI, ALTRO CHE SPEGNERE L'INCENERITORE!


Mentre la giunta comunale nelle scorse settimane continuava a promettere la futura chiusura dell'inceneritore di Livorno dopo il concordato (chiusura non confermata, ne' programmata, in alcun atto del Comune o di Aamps), si incardinava presso gli uffici della Regione il procedimento riguardante un'istanza presentata tre mesi fa da Aamps.

A prima vista, la richiesta di autorizzazione riguarda la trasformazione dell'impianto di preselezione dei rifiuti in un impianto di stoccaggio della carta, in ossequio ad una strategia di incremento del riciclo. Ma nella stessa istanza Aamps ha anche aggiunto la richiesta di incrementare il quantitativo massimo di rifiuti da incenerire dalle attuali 180 tonnellate al giorno a 270 tonnellate al giorno. Non solo, chiede anche di incrementare i giorni di esercizio dell'impianto da 310 a 365 all'anno.

Tale incremento non è previsto nel concordato e neanche nei piani industriali e tecnici, ne' ci risulta sia stato annunciato in nessuna sede istituzionale, a partire dal Consiglio comunale.

In passato, Aamps ha spesso superato i limiti "indicativi" fissati dalla Regione, arrivando a bruciare oltre 76.000 tonnellate nel 2017, invece delle 56.000 previste dall'autorizzazione vigente (pari a 180 tonnellate per 310 giorni). Con l'incremento richiesto in questi giorni da Aamps, negli anni successivi al concordato si arriverebbe - anziché all'annunciato spegnimento dell'impianto - a bruciare oltre 98.000 tonnellate l'anno.

L'aspetto ambientale è terrificante: con l'aumento della raccolta differenziata, i livornesi smaltirebbero nell'inceneritore solo 25.000 tonnellate l'anno, le restanti 73.000 sarebbero importate dalle altre città, che allarmate dagli studi più recenti sull'impatto sanitario di questi impianti si sono rifiutate di costruirli oppure li hanno chiusi.

C'è poi l'aspetto economico: in linea con il mercato, Aamps fa pagare a queste città 110 euro per ogni tonnellata di rifiuti smaltiti nell'inceneritore, che non bastano neanche a coprire tutti i costi di funzionamento dell'impianto: manutenzioni, smaltimento ceneri, acquisto additivi alla combustione, consumi idrici, ecc. Quindi più rifiuti brucia l'inceneritore, più si creano perdite nel bilancio, come viene ammesso anche nel piano di concordato.

Prepariamoci, quindi, non solo ad un aumento delle emissioni inquinanti nel territorio comunale, ma anche a dover far fronte in futuro a nuove difficoltà finanziarie, da risolvere come sempre con ulteriori aumenti della tariffa.